Aprile 17, 2009

Non lo nascondo sono un lettore fisso del blog di Marco Tosatti 

https://mail.google.com/mail/?hl=it&zx=1xsa2fmu74tpr&zx=a20vyncvez55&shva=1

in quest’ultimo post del 17 aprile 2009 senza mezzi termini Marco Tosatti affronta la questione della Chiesa Cattolica in Venezuela. Espone i fatti con molta chiarezza. Un antefatto: in un periodo della mia vita ho frequentato, o meglio ho avuto modo di frequentare il Cardinale Castillo Lara che alla fine del Suo incarico in Vaticano chiese di poter tornare a vivere tra il suo popolo in Venezuela. Era salesiano in tutto il suo fare, il suo comportarsi. Se dava un incarico e la persona sbagliava diceva sempre: “Non ha colpa, sono io che non saputo esprimermi in termini pedagogici che lui avrebbe compreso”. Praticamente  quando qualcuno commetteva un errore non si sentiva un buon maestro. Anche quando rientrò in Venezuela noi ci sentivamo e cercavamo di stare insieme tutte le vote che tornava a Roma. La questione Venezuelana attraverso i suoi racconti mi era nota. Lo accusavano di viscerale anticomunismo. Niente di più falso. Lui non era un uomo che non andava contro, ma certo non si teneva le cose per se. Se c’era qualche cosa gli sembrava storto lo diceva,  e tale era il suo buon carattere che era anche pronto a riconoscere se sbagliava. Non tutti lo conoscevano così a fondo da riconoscergli tutti i meriti tranne una persona: Giovanni Paolo II. Tutto questo preambolo perche quanto afferma il bravissimo Tosatti, grande conoscitore della Curia Romana e di tutta la Chiesa Cattolica, sulla questione dei rapporti oggi tra Chiesa Cattolica e Governo in Venezuola fa esattamente il quadro preannunciato dal Cardinale Castillo che oggi  è evidente a tutti. Per chiarezza ho voluto riportare integralmente il testo di Marco Tosatti e poi il mio commento. Perchè questo? non è facile capire la situazione politica di quella nazione, ricca di ogni materia prima, ricca di petrolio, terre generose e mari pescosi, ma non per questo riesce a trovare una solida, reale via di fuga dalla miseria e dal degrado. Come osservatore esterno non posso affermare che ieri in quelle terre non c’era miseria e disperazione, ma oggi la realtà economica è cambiata? e poi la fondamentale libertà di essere se stessi esisste ancora o è in pericolo?

Il post Di Marco Tosatti:

Un attentato con esplosivi ha colpito ieri la casa del cardinale boliviano Julio Terrazas, presidente della Conferenza episcopale boliviana, nella città di Santa Cruz, cuore dell’opposizione autonomista al governo del presidente Evo Morales. L’esplosione, avvenuta poco dopo la mezzanotte, ha provocato solo danni al portone d’ingresso, ma ha lanciato l’ennesimo segnale preoccupante sulla stabilità politica del paese andino, a pochi mesi dalle elezioni generali anticipate volute dal capo di Stato dopo l’approvazione della nuova Costituzione, confermata anche da un referendum. Nell’edificio si trovavano tre persone, che non sono rimaste ferite, ma il cardinale non era presente. Terrazas era stato protagonista di un duro scambio di accuse con Morales, in particolare in relazione alla riforma costituzionale che ha ridotto, a livello formale, il ruolo della Chiesa cattolica nel Paese. Intanto in Venezuela il vescovo ausiliare Jesus Gonzalez Zarate, segretario generale della Confenza dei vescovi venezuelani, ha denunciato un’irruzione nel quartiere generale dei vescovi avvenuta martedì scorso.  Non sembra che siao stati sottratti oggetti o documenti, ma vari uffici, compreso quello del presidente dei vescovi, sono stati messi a soqquadro. Secondo il giornale  El Universal, gli impegati della Conferenza hanno trovato archivi e cassetti aperti e in cui sconosciuti avevano evidentemente rovistato. Hanno chiamato subito la polizia, che è giunta dopo pochi minuti.  Gli investigatori hanno detto che nessun documento importante, e nessun oggetto di valore è stato asportato.  Gli intrusi se ne sono andati con un computer portatile. Gonzalez ha detto che non sono arrivati a un’ipotesi conclusiva sulla natura dell’irruzione, ma che l’incidente “ha espresso quello che i vescovi hanno detto una settimana fa, che c’è un clima di insicurezza che è diventato generale. Oggi è accaduto a noi, come in passato è accaduto a molti nostri concittadini nelle loro case, uffici e  così via, e questo è l’appello che i vescovi hanno fatto, inforzare le misure di sicurezza, insegnare alla gente a vivere in pace, a vivere insieme, a evitare i conflitti”. La situazione nel paese vive momenti di grande tensione. Secondo il sindaco di Caracas Antonio Ledezma, eletto lo scorso novembre con il 52 per cento dei voti, il presidente venezuelano Hugo Chavez agisce come un vero dittatore. In una intervista pubblicata oggi dal quotidiano spagnolo El Pais, Ledezma spiega infatti che Chavez lo ha di fatto esautorato, istituendo con una legge promulgata questa settimana la nuova carica non elettiva di capo del governo di Caracas, a cui sono stati trasferiti gran parte dei poteri del sindaco. Come scrive El Pais, si tratta di un altro provvedimento adottato da Chavez per bloccare il cammino dei suoi avversari politici. Da quando le forze di opposizione hanno vinto le elezioni amministrative, conquistando la capitale Caracas e quattro dei 24 Stati del Paese, il governo centrale e la maggioranza ‘oficialista’ in Parlamento hanno varato una serie di misure per riprendere il controllo di ospedali, porti, aeroporti e autostrade negli Stati persi con il voto. ”Siamo vittime di un disconoscimento da parte del presidente della Repubblica”, afferma Ledezma nell’intervista al quotidiano spagnolo. “Il governo manipola le istituzioni. La Costituzione stabilisce che non ci possono essere cariche locali che non siano elettive”. Quindi la nomina da parte di Chavez di un capo del governo di Caracas costituisce una chiara “violazione della Costituzione”. “Si è consumata una frode post-elettorale, quattro mesi dopo le elezioni”, denuncia il sindaco della capitale. “I governi autoritari sono ciechi di fronte ai limiti”, prosegue Ledezma. “I governanti che hanno limiti sono democratici democratici”, mentre “Chavez agisce come un dittatore. Un presidente che non rispetta la Costituzione, che non tollera la dissidenza, che criminalizza l’opinione contraria, non è democratico. I veri Stati democratici – conclude – sono quelli sottomessi all’imperio della legge”.  

Caro Marco quanto denunci è grave, gravissimo, sia se nel mirino è la Chiesa o qualunque altra realtà che rappresenti anche pensieri e speranze diverse dalle mie. Tutto questo non può non farmi riflettere su quanto, fino a poco prima di lasciarci, il Cardinale Castillo Lara ci esortava a prendere coscienza in merito agli ultimi avvenimenti della sua nazione. Letto il tuo post sono ritornato ad alcuni discorsi pubblici lasciati dal Cardinale. Parole chiare e semplici, tipiche di un salesiano di formazione forte e profonda. Nulla di clericale, quanto più le preoccupazioni di un cittadino che ama la sua nazione e sente l’obbligo di preannunciare dubbi su quanto si sta disegnando. L’avventura imposta in quella nazione ricorda altre vicende contemporanee. Ognuno di noi ha diritto di credere o non credere, vivere una od un’altra fede, ma tutto questo è molto difficile da accettare se soprattutto il mondo lo vedi con lenti acquistate o regalata nei supermercati dell’ideologia o del fanatismo. Cosa mi ha insegnato la vita? ad avere paura di me stesso ogni volta che non ho il coraggio di confrontarmi con il giudizio degli altri ed essendo un credente con i principi di Amore della mia Fede. Fondamentalmente siamo tutti dei dittatori quanto più siamo pigri, quanto più ci neghiamo al confronto con gli altri o più sinteticamente imponiamo senza alla base un ragionamento reale le nostre idee. Populismo a prezzo di liquidazione! E questo vale anche per chi accetta qualunque forma di dittatura. A pensarci bene cosa c’è di più pigro che accettare il fare o il fatto senza una reale presa di coscienza? Con stima per il Tuo ottimo, vigile, intelligente coraggioso lavoro (luca de mata) 

scritto da luca de mata 17/4/2009 18:31

Lascia un commento